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Fuoco Amico
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Scritto da Albano Ricci
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Andrea Vignini, sindaco di Cortona: è un onore averti come protagonista del nostro Fuoco amico: viaggio tra i politici locali che ci mettono la faccia e il cuore.
Fisique du role, eloquio mirabile, tenacia ed intuizione politica, profondo conoscitore della macchina amministrativa: un sindaco perfetto. Quando hai capito che la politica era il tuo futuro e perché?
Grazie, troppo buono. Mi sono sempre interessato di politica, fin dai tempi del liceo, però è stata l’università la mia prima palestra politica, soprattutto durante il cosiddetto “movimento della pantera”. Dopo la laurea mi iscrissi ad un piccolo partito i “Cristiano-Sociali” che tentava di declinare decisamente a sinistra la feconda tradizione del cattolicesimo democratico di stampo europeo. In quel periodo ricoprii anche il mio primo incarico amministrativo nella prima Giunta Pasqui che mi affidò le deleghe alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Giovanili. Era il 1994 e l’incarico mi fu confermato anche dopo le successive Elezioni Amministrative fino al 1999.
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Scritto da Albano Ricci
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Fabio Carini, consigliere comunale e membro della Commissione Cultura Turismo Sport e Istruzione, è il nuovo ospite “puntata” del nostro Fuoco amico.
Ciao Fabio, sei compagno di scranno e di commissione, quest’avventura in comune mi ha fatto conoscere e apprezzare la tua serietà e la tua saggezza. Per questo ti chiedo subito cosa ti ha spinto a buttare il cuore oltre l’ostacolo e buttarti in questa esperienza politico-amministrativa?
Grazie per lo spazio che mi concedi prima di tutto, minor ringraziamenti però per la serietà e saggezza che mi attribuisci (non sono poi così anziano...) . Rispondo con piacere a questa raffica, barbarica ma non marzullesca, di domande, partendo da una mia considerazione e cioè che tutti quanti facciamo politica e tutti quanti a turno dovremmo fare amministrazione perché credo che far parte di una comunità , viverla e parteciparla a fondo sia già far politica e che un'esperienza di amministrazione pubblica sia un passaggio formativo nella vita di ciascun cittadino.
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Scritto da Albano Ricci
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Giacomo Genga, consigliere comunale e segretario del circolo PD di Chianacce, è il protagonista di questa “puntata” del nostro Fuoco amico. Un altro giovane che ci mette tanta passione e coraggio.
Ciao Giacomo, sei tra i più giovani segretari del nostro comune ma il tuo impegno politico ti ha investito sin da giovanissimo. Complice la mitica sezione delle Chianacce? E la sua altrettanto epica “Festa de L’Unità”?
Ciao Albano, e grazie per avermi invitato in questa tua utile e divertente rubrica. La storica sezione delle Chianacce è chiaramente complice, non si può sfuggirle. La sua sede, all’interno del circolo ARCI, è il centro di ritrovo e punto nevralgico della nostra piccola comunità. E da sempre vi si respirano 2 cose: sport e politica! Come dico spesso nei bar si annidano i migliori Premier e allenatori d’Italia! E succede quindi che si cominci ad interessarsi, con passione, di politica anche in giovane età come è capitato a me… La nostra “Festa de l’Unità” poi vive di questa passione e ci riunisce tutti in quella settimana, davvero come in un'unica famiglia e testimone ne è la sua buona riuscita ogni anno. Per quanto mi riguarda, poi, un ruolo fondamentale lo ha svolto la mia famiglia, all’interno della quale c’è sempre stato un discreto fervore politico che mi ha ben presto coinvolto, al punto che i nostri pranzi della domenica in famiglia si trasformavano in appassionati dibattiti sulla nostra situazione politica.
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Scritto da Albano Ricci
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Stavolta il nostro Fuoco amico va ad incontrare “un giovane di belle speranze”, neanche trent’anni ed è già stato Coordinatore del Circolo di Camucia (la frazione più grande e complicata) e attualmente riveste il duplice incarico di consigliere comunale, con tanto di Presidenza alla commissione Bilancio, Affari generali, Sanità e Personale, e segretario comunale del PD… Un altro di quelli che ci mettono la faccia, il cuore e qualcosa di più.
Andrea, il tuo impegno nasce da giovanissimo ed è cresciuto nel tempo. Perché la politica?
Innanzitutto ti faccio pubblicamente i miei complimenti per questa rubrica davvero originale e simpatica e per l’impegno che stai mettendo nell’attività politica. Io fin dalla scuola ero uno dei pochi appassionati delle materie come studi sociali o civica, non molto gradite ad altri, in cui veniva spiegata la Costituzione, i vari poteri che regolano lo Stato e ciò mi ha sempre interessato molto; poi la politica in prima persona è arrivata con il PD, partito che quando non c’era ancora speravo nascesse perché vedevo le grandi possibilità e potenzialità che aveva, il fatto di unire più storie politiche diverse sarebbe stato come in effetti è stato un momento importante e di grande valenza storica.
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Scritto da Albano Ricci
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Un’intervista all’assessore all’Innovazione tecnologica (e al Personale) non poteva mancare nel nostro sito. Diego Angori sarà l’ospite della nostra rubrica. Insegnante, marito e soprattutto novello papà è anche al suo secondo mandato in giunta comunale.
Ciao Diego, la tua lunga militanza, la tua coerenza e serietà sono qualità non scontate nell’attualità politica. Dove stiamo andando? Con un battuta: l’innovazione tecnologica è inversamente proporzionale all’innovazione sociale?
Ti ringrazio per aver evidenziato nella domanda le due qualità a me attribuite, ma ritengo che debbano far parte del bagaglio personale di chi come me ha ritenuto di dedicare parte del suo tempo e della sua vita all’impegno civile e politico. Spero di conoscere in futuro un periodo in cui si apprezzino non solo la coerenza e la serietà, che ripeto dovrebbero essere qualità che stanno in simbiosi con l’impegno politico, ma anche le idee, i programmi, la capacità progettuale e di realizzazione.
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Scritto da Albano Ricci
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Stavolta il nostro Fuoco amico va ad incontrare “una colonna del nostro partito”, non certo per età ma per impegno, competenza, costanza. Un riferimento per tutti: il consigliere provinciale (e non solo) Pietro Zucchini. Un altro di quelli che ci mettono la faccia, il cuore e molto molto di più.
Ciao Pietro, sei un riferimento politico e umano per molti di noi, hai vissuto da sempre il partito con entusiasmo, concretezza e generosità, senza disorientarti dalle mutazioni dei partiti di centrosinistra. Quali di questi passaggi, che hanno poi fatto nascere il Partito Democratico, è stato più doloroso per te e per i partiti che a Cortona costituiscono e hanno costituito la maggioranza?
Prima di tutto grazie a te Albano per queste interviste che animano il nostro sito. “Colonna portante” è un po' impegnativo, diciamo che sono un appassionato di politica e non potrei vivere senza. Per me il passaggio più “doloroso” ma anche liberatorio è stato il passaggio da PCI a PDS. E' cambiato tutto, il novecento è finito, è finita una storia e se ne è aperta un'altra che ci portato fino ad oggi. La mia formazione politica, ma anche crescita umana e culturale, è avvenuta all'interno del Partito Comunista Italiano, negli ideali del movimento operaio del '900 e della Resistenza. Vedere scomparire quel mondo è stato traumatico, ma anche liberatorio perché si sono aperti nuovi orizzonti e nuove possibilità di interpretare la società e gli strumenti per cambiarla. Ho bellissimi ricordi ma nessun rimpianto.
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Scritto da Albano Ricci
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Luca Pacchini è assessore comunale con deleghe delicate: Polizia Municipale, Pubblica Istruzione, Centro Storico…. Un altro di quelli che ci mettono la faccia e il cuore. Anche lui si è prestato gentilmente ad essere impallinato da fuoco amico.
Sei molto giovane ma con grande esperienza politica. Com’è nata questa vocazione? Come pensi che si possa trasmettere ai nostri coetanei?
Grazie Albano per la gentilezza, è vero sono un assessore giovane, una tradizione rinnovata anche in questa legislatura, le giunte comunali di Cortona hanno avuto sempre giovani amministratori, è un investimento sul futuro ed un messaggio positivo di questi tempi. La passione per la politica è un derivato di famiglia, soprattutto di quella materna. Una famiglia da sempre a servizio della comunità, politicamente impegnata soprattutto nei partiti che si riconoscono nei valori del cattolicesimo democratico, ed io sono cresciuto in questo ambiente. Trasmettere la passione politica ai giovani non è semplice e nel nostro Paese è ora di aprire una seria riflessione su questo tema. La generazione a cui appartengo è quella che al momento ha molto rispetto ai nostri genitori, pensiamo alla rivoluzione di internet ad esempio, una cosa non da poco (la possibilità di parlare immediatamente con chi vuoi in molte parti del mondo), ma che al contempo non ha solide fondamenta per il futuro come invece hanno avuto i nostri genitori, con queste affermazioni intendo parlare di lavoro e di tutela dei lavoratori, di stato sociale con tutti i servizi che ne derivano.
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Scritto da Albano Ricci
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Ciao Tania, dopo il debutto di Francesca Basanieri sei tu la prossima “vittima” del mio fuoco amico, con cui far conoscere i “nostri” democratici cortonesi… Quelli che ci mettono la faccia e il cuore. Pronta? Un bel respiro, via…
Ti sei fatta un’opinione sui giovani di oggi: cosa vogliono? Dove vanno? Hanno paura? Se ne fregano? La politica cosa fa per loro o con loro?
Ciao Albano! Sì, di giovani ne conosco tanti, amici, compagni di scuola o di università, colleghi di lavoro, dell’attività politica e di tutte le altre a cui mi piace dedicare tempo ed energia appena possibile, poi gli amici degli amici e così via. Eppure è troppo facile oggi dare schemi del mondo giovanile ed uscirne con idee superficiali.
Per risponderti terrò quindi a mente le persone che conosco meglio, di cui conosco la storia, desideri, difficoltà e sogni e ti dico che mai come ora è forte per un giovane la voglia di crearsi una propria identità e comunicarla agli altri, esattamente in questo momento in cui è così difficile trovare un lavoro in cui crescere. Le difficoltà a trovare un impiego creano paure ed insicurezze, la spinta al futuro di un giovane con i suoi sogni e la voglia di provare ed anche sbagliare è continuamente frenata dal non avere uno stipendio su cui poter contare e con il quale poter fare progetti di vita e quando c’è, è spesso per pochi mesi. Ma oltre a questo il lavoro è per i giovani e per ogni persona il potersi confrontare con una professione e con il mondo, trovare il proprio posto nella società.
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Scritto da Albano Ricci
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Ciao Francesca, con te debutta questa nuova rubrica che ha lo scopo di conoscere i “nostri” democratici cortonesi… Quelli che ci mettono la faccia e il cuore, e così in quest’intervista: dovrai metterci la faccia e il cuore. Inizieremo seriamente per proseguire tra raffiche improvvise di banalità e… di fuoco amico.
1,2,3 via… Perché un giovane dovrebbe interessarsi alla politica?
Perché la politica è alla base di tutte le cose che ruotano attorno alla propria vita e la influenzano in maniera determinante: uscire e divertirsi (con spazi appropriati ed occasioni di incontro e svago), studiare, viaggiare, conoscere il mondo, stare in salute... Tutto quello che fanno è regolato dalle scelte politiche in un modo o nell'altro e quindi non possono e non dovrebbero ignorarla. Per far capire questo bisogna però prima allontanare un pensiero comune che esiste oggi tra i giovani (e che Berlusconi e il berlusconismo hanno contribuito ad alimentare), cioè quello del “tanto son tutti uguali”. Dobbiamo far capire ai ragazzi, standogli vicino, parlandogli, ascoltando i loro problemi (e se possibile risolvendone qualcuno) che non siamo tutti uguali, che c'è gente, come tu stesso hai scritto, che ci mette la faccia e il cuore e che ha voglia di cambiare le cose. E dobbiamo far capire loro che dare un voto ad uno o all'altro, o addirittura a nessuno, o far finta di niente quando succedono cose gravi nel paese (tipo la perdita della libertà di opinione e di stampa come sarebbe capitato nella legge sulle intercettazioni) non è uguale ma fa molta differenza anche sulla loro vita quotidiana.
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