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L’inizio dell’attività consiliare 2011 è stata salutata da una giornata gelida di gennaio, accarezzata da una lieve nevicata: ci ha accolto una sala gelidamente esposta a spifferi perfidi. Piatto forte all’ordine del giorno erano le osservazioni al regolamento urbanistico, tappa determinante nell’iter che lo porterà a regime. Forse un po’ arrugginiti dalla pausa natalizia ma determinati ad esercitare tutta la serietà, l’impegno, lo scrupolo davanti ad un simile argomento. Ottocentosessantasei osservazioni, ottocentosessantasei speranze, progetti: un territorio che aspetta e si vuole muovere in una direzione o nell’altra. Serietà, impegno, scrupolo che nei rappresentanti di maggioranza e opposizione non è mai venuto meno anzi, a volte, ha abbondato fino allo scontro serrato, sanguigno.
Dovrebbe essere scontato: discutiamo delle sorti della nostra comunità, della nostra gente, di persone che come noi si affannano, crescono figli, danno un senso ai paesi.
Dovrebbe essere scontato: siamo stati eletti, sulle nostre responsabilità si riversa la fiducia di tante persone. Dovrebbe… Guardiamo la politica nazionale, quella che luccica, non serve un’approfondita indagine: teatrini, passaggi disinvolti da un gruppo all’altro, assenze, pianisti, giochetti. No, non è scontato che ci siano persone di buona volontà che dedicano il loro tempo, la loro energia alla politica. Non lo è di questi tempi.
Di questo il nostro comune e sicuramente tante altre amministrazioni locali possono fregiarsi. Ci sarà un controllo più diretto da parte dei cittadini, non ci saranno interessi in ballo ma credo che sia una fotografia della nostro povera patria: una base molto più responsabile, civica, onesta, etica del vertice. Così il nostro paese riesce a reggersi in questo declino economico, morale, dirigenziale: grazie al sistema sociale oculato dell’organizzazione familiare ma anche grazie ad amministrazioni locali lungimiranti, pratiche con opposizioni vigili, severe.
Non sono avvezzo a dare i numeri, forse più nel senso figurato che in quello reale, ma per l’occasione compirò questa avventatezza: 866 osservazioni presentate nei tempi, 38% di esse accolte, 32% parzialmente accolte, 22% non accolte, 4% non pertinenti, 3% parere non espresso, 1% archiviate. Una grande compartecipazione popolare ha accompagnato il percorso del regolamento urbanistico. Il numero delle osservazioni ne è un esempio, ma anche la sterminata serie di incontri pubblici e tecnici che si sono susseguiti in questo periodo.
Siamo usciti dalla sala consiliare intirizziti e, come se non bastasse, sorpresi da raffiche di vento graffianti che spazzavano le piazze e ci rincorrevano per i vicoli. E’ il destino degli onesti: alzare il bavero e avanti a testa alta. |
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