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Ho letto con interesse l'articolo del prof. Brilli che per la sua storia intellettuale è degno della massima considerazione e soprattutto merita una risposta da chi, come me appunto, si trova, seppure pro tempore, a rappresentare la Città e il Comune di Cortona.
Nell'articolo si evoca e si rimpiange, con stile indubbiamente raffinato condito da dotte citazioni, una Cortona che si ritiene scomparsa, una sorta di Arcadia che non esiste più (ma forse, come quella letteraria, non è mai esistita), contrapposta ad una Cortona odierna volgare e spettacolarizzata.
C'è del vero in questo: la "Città del silenzio" che si era imposta nell'immaginario collettivo fino alla metà degli anni '70 ha lasciato ormai il posto ad un luogo diverso, noto alle cronache mondane oltre che ai pamphlets degli scrittori e degli artisti, che fonda gran parte della propria economia su un movimento turistico vasto, variegato, cosmopolita, ma anche chiassoso e multicolore. E' giusto riflettere sugli effetti che questo flusso enorme (che supera di oltre dieci volte ogni anno il numero dei residenti nell'intero territorio comunale) produce sul tessuto connettivo della Città ed è giusto anche mettere in guardia coloro che, come me, hanno responsabilità istituzionali, affinchè evitino una spoliazione materiale e culturale di luoghi così magici ed antichi. Proprio in questi giorni, muovendosi sulla linea d'ombra di questo stesso concetto, si sta girando a Cortona un film diverso da tutti gli altri (molti in verità) che in questi anni hanno visto Cortona come protagonista e che sarà probabilmente presentato al prossimo Sundance Film Festival. Si intitola "The Genius of a place" e si propone proprio di indagare gli effetti del turismo di massa su una città antica di secoli, valutando aspetti positivi e negativi e prendendo la nostra Città come esempio e simbolo di un destino che ha avuto esiti talvolta disastrosi in altri luoghi anche ben più conosciuti del nostro (come Firenze e Venezia) e che però noi a Cortona abbiamo fin qui saputo evitare.
Ed infatti è proprio qui il punto del mio disaccordo, rispettoso s'intende, con le tesi del prof. Brilli.
Cortona mantiene ancora oggi una assoluta salvaguardia e tutela sia architettonica che urbanistica dell'intero cono collinare che resta intonso e completamente avulso da quelle speculazioni edilizie che purtroppo hanno trasformato e distrutto molte altre prestigiose città d'arte in tutta Italia e, purtroppo, anche in Toscana.
Allo stesso modo, continuiamo ad intrattenere rapporti permanenti con grandi istituzioni universitarie ed agenzie culturali sia straniere (Università della Georgia negli Stati Uniti e di Alberta in Canada) che Italiane (Normale di Pisa e Fondazione Feltrinelli). Ci possiamo vantare, senza tema di smentita, di organizzare ogni anno una stagione teatrale di assoluto prestigio in un Teatro Signorelli che proprio l'anno scorso ha compiuto senza scossoni il suo centocinquantesimo genetliaco. Negli ultimi anni poi abbiamo inaugurato il MAEC (Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona) che risulta essere il secondo museo archeologico per estensione della Toscana e uno dei primi per numero di visitatori (oltre 50.000 all'anno). Abbiamo restaurato la Chiesa di S. Francesco (opera del cortonese Elia Coppi, successore di S. Francesco alla guida dell'ordine) e quella monumentale di S. Agostino, destinando quest'ultima a spettacolare auditorium capace di contenere oltre 400 persone. Stiamo per inaugurare il primo stralcio del restauro della Fortezza Medicea del Girifalco che diverrà un grande incubatore di arte contemporanea. Con l'aiuto della Regione Toscana stiamo lavorando alacremente per rendere definitivamente fruibile al pubblico il Parco Archeologico che contiene, fra l'altro, la necropoli etrusca dell'antica Lucumonia cortonese. Per quanto riguarda gli eventi, organizziamo ogni anno la Cortonantiquaria, mostra mercato del mobile antico più longeva d'Italia e negli ultimi anni il Tuscan Sun Festival (una delle manifestazioni più importanti del suo genere a livello internazionale) che non solo porta a Cortona grandi personaggi dello spettacolo (Sofia Loren, Anthony Hopkins, Robert Redford e, quest'anno, Sting), ma soprattutto i migliori nomi della musica classica mondiale.
Potrei continuare a lungo, ma sarei inutilmente prolisso e addirittura pleonastico, quello che conta è che tutto questo sta a significare che Cortona non si è affatto svenduta (come erroneamente afferma il prof. Brilli) ad un turismo "ad orologeria", becero e modaiolo, ma continua ad essere una Città d'Arte e di Cultura che è stata capace di innovarsi e rendersi più attraente agli occhi dei contemporanei senza tradire la propria Storia. Con grande stima, vorrei chiedere perciò al prof. Brilli di non essere manicheo nelle sue riflessioni, nè così ingenerosamente apodittico nelle sue conclusioni. Spero vivamente che concordi con me che a tutti noi è capitato in sorte di vivere un tempo difficile e ambiguo, in cui è necessario navigare tra le secche dell'ignoranza e gli scogli della banalizzazione, noi lo facciamo, sicuramente senza essere esenti da errori, ma con la barra a dritta, consapevoli e orgogliosi di quanto ci è stato lasciato in eredità dai nostri Maggiori e decisi a salvaguardarlo. |
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