|
Se gli argomenti privilegiati dai mezzi di comunicazione in questi ultimi giorni sono il divorzio Berlusconi e la famigerata peste suina, c'è qualcosa che non va. Ma come, una crisi di queste proporzioni, centinaia e centinaia di famiglie in difficoltà (la cassa integrazione, per i più fortunati, neanche quella per molti altri), imprese al collasso, conti pubblici disastrati (al punto che per il prossimo anno si prevede un deficit sopra al 120%, cose da terzo mondo)... e noi stiamo a discutere di 'papi' e di una presunta emergenza sanitaria che ha colpito poche decine di persone in tutto il mondo (la normale influenza, non dimentichiamolo, miete un numero ben maggiore di vittime)?
Certo, qualcosa non va. Qualcosa non va nel sistema dell'informazione, profondamente sottomesso ad una logica del tutto particolare, che direi di "distrazione". Sembra quasi che l'attuale maggioranza - che in sostanza controlla larga parte dei mezzi di comunicazione - voglia distogliere gli italiani dal riflettere sulla crisi, spingendoli a confrontarsi su argomenti sempre diversi (dalla drammatica vicenda di Eluana alle ben più frivole beghe familiari del premier), pur di far dimenticare la situazione economica. Una tattica non nuova, per chi ricorda l'uso spregiudicato che venne fatto dai giornali, una settantina di anni fa, della famosa vicenda dello “Smemorato di Collegno” (come osservò Leonardo Sciascia nel Teatro della Memoria). Le mie parole non sono, come si affretterà a dire qualcuno, frutto dell'odio, ma una constatazione basata su dati concreti. Un importante studio della Harris Interactive per France 24 e per l'International Herald Tribune conferma che la popolarità del nostro Presidente del Consiglio è, in Italia, di gran lunga superiore a quanto accada nel resto del mondo (a differenza, ad esempio, di Barack Obama, apprezzato in patria come all'estero). La cosa vene spiegata diligentemente dai ricercatori: the big difference between Prime Minister Berlusconi’s popularity in Italy and across the six countries surely reflects his control over much of the Italian media (ossia "la grande differenza tra la popolarità del Primo Ministro Berlusconi in Italia e nei sei paesi [oggetto dei sondaggi] riflette il suo controllo su larga parte dei mezzi di comunicazione italiani"). Come a dire, gli italiani sono manipolati dai mezzi di comunicazione, che mostrano un Berlusconi ben diverso da come appaia all'estero. Una situazione ai limiti del sistema democratico, insomma. E la conferma arriva anche da altri dati. Ricordate la campagna elettorale? I temi su cui la maggioranza attuale ha vinto le elezioni sono stati 1) la sicurezza e 2) la pressione fiscale. “Prodi è favorevole ad una immigrazione senza regole, e alza le tasse”, era l'idea che veniva continuamente riferita (anche per merito di alcune sconsiderate dichiarazioni dei ministri del suo governo, come lo sciagurato pronunciamento di Tommaso Padoa-Schioppa a favore delle tasse), e la maggioranza degli elettori si è convinta che fosse la verità, premiando la coalizione PDL-Lega. Ed ora, ad oltre un anno dal terzo insediamento di Berlusconi a Palazzo Chigi, cosa vediamo? Che la pressione fiscale, dal 42,8 per cento dell'anno scorso, salirà nel 2009 al 43,5%, mentre il numero degli immigrati clandestini sbarcati sulle nostre coste (è di pochi giorni fa la drammatica vicenda della nave Pinar) è di 6.300 (+75%) solo nei primi quattro mesi di quest'anno (mentre il totale del 2008 era di 36.952 persone, contro le 20.455 del 2007 e le 22.016 del 2006). Che dire, allora? Proprio il governo nemico dell'immigrazione clandestina e delle tasse si sta rivelando l'opposto, ma sembra che nessuno se ne accorga (a quanto emerge dai sondaggi che, a detta del premier, gli assicurerebbero una popolarità “bulgara” del 70%). È pur vero che la situazione di crisi in cui ci troviamo, con le emergenze degli ultimi periodi (Abruzzo in primis) ha rappresentato un ostacolo quasi insormontabile. Ma non è stato proprio questo governo a dirci che la crisi non c'era (prima) e che è già stata superata (ora)? |
Chi scrive il commento se ne assume tutta la responsabilità.
Saranno memorizzate le seguenti informazioni: data e ora dell'inserimento e l'indirizzo IP.