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Sabato mattina sereno e gelido di fine gennaio. Convocazione alle 9.00 del Consiglio Comunale aperto per illustrare e dibattere dell’autorizzazione alla installazione di sei motori per la produzione di energia elettrica alimentati ad olio di palma in località Renaia nel Comune di Cortona. Finalmente… In questi mesi si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto. La seduta, condotta magistralmente dal Presidente del Consiglio Comunale Tania Salvi, ha visto ospiti il dott. Patrizio Lucci Dirigente del Settore Energie della Provincia di Arezzo (titolare del procedimento di concessione dei sei mini impianti di Renaia), il dott. Edo Bernini dirigente del Settore Energia della Regione Toscana, l’arch. Marinella Giannini, responsabile del settore per conto del Comune di Cortona, il dott. Claudio Bondi di Arpat, la dott.ssa Anna Beltrano Direttore Medico di Igiene Pubblica dell’area Valdichiana della Asl 8, oltre naturalmente all’Assessore Provinciale competente Andrea Cutini ed al Sindaco di Cortona Andrea Vignini.
Hanno prima parlato i tecnici e l’ingegner Prosperi in rappresentanza degli imprenditori che intendono avviare questa attività in località Renaia. Quindi è stato il momento dei capo-gruppi o i consiglieri designati dei sei gruppi consiliari. Conclusi gli interventi politici e tecnici è stato il momento dei cittadini, che avevano precedentemente prenotato il diritto di parola, iscrivendosi in una lista fatta circolare dai vigili urbani, chiamati a presiedere il consiglio. Ogni intervento aveva la durata massima di 10 minuti, compresi quelli tecnici e politici Hanno chiuso il consiglio gli interventi dell’assessore Cutini e del sindaco Andrea Vignini. Si è rivelato un momento di partecipazione pubblica importante, vivo, utile: per la qualità della discussione, per i chiarimenti tecnici, per il forte senso civico, per il contributo mai scontato apportato dagli interventi dei cittadini, per il numero dei presenti che quasi in toto hanno assistito a tutta la seduta conclusasi alle 15.30, dopo più di sei ore di discussione ininterrotta. Riprendo le riflessioni del nostro primo cittadino “Pur nella diversità di opinioni, è stata riconosciuta quasi da tutti la correttezza istituzionale, nonché il rispetto della legge da parte degli Enti, e sono tanti, coinvolti nel procedimento di autorizzazione di questi impianti. Questo è un elemento non marginale, che desidero sottolineare. La democrazia si fonda sul rispetto di regole e leggi e per un Amministratore, sia locale che nazionale, questo è il primo precetto a cui attenersi, per cui sono contento che vi sia stato questo riconoscimento.” In sintesi questo concetto è il vero e grande risultato della giornata: un confronto aperto, anche duro ma civile, che ha trovato una convergenza per nulla scontata ma fondamentale: l’iter autorizzativo ha seguito e perseguito una strada ineccepibile dal punto di vista legislativo. Le strumentalizzazioni politiche, già montate in questi mesi, si sono ripresentate anche se sono parse sterili in confronto al comportamento responsabile di gran parte delle forze politiche e soprattutto dinanzi alla volontà e correttezza dei cittadini nel non farsi inglobare da nessun tipo di strumentalizzazione. Prendo ancora a prestito le parole di Andrea Vignini a commento del consiglio comunale: “…Nel mio intervento sono stato molto chiaro sia con i cittadini che con le aziende, qualora intervenissero elementi esterni e terzi che modifichino lo stato giuridico e tecnico di queste autorizzazioni, saremo i primi a sospenderne l’efficacia. Naturalmente, nel caso che a Renaia questi impianti dovessero partire, l’impegno che ci impone la legge è quello di vigilare costantemente sul rispetto delle prescrizioni e dei parametri in materia di sicurezza e sostenibilità ambientale. Il nostro faro resta il rispetto delle norme e la tutela della salute.” Con questa promessa, questo impegno si è chiusa in modo positivo la giornata di partecipazione pubblica, da cui dobbiamo partire per rendere vivo il dialogo tra cittadini ed istituzioni ed evitare l’acuirsi di questa distanza, alimentata in questi anni da una politica nazionale fortemente deludente. Questa esperienza, a volte dura e complicata, deve tramutarsi in un’opportunità per rinsaldare il rapporto col territorio e porre l’attenzione al tema del presente e del futuro: l’energia. A cui la politica da sola non può far fronte e a cui il “legislatore” si trova fortemente impreparato, mentre gli spunti da intercettare e tradurre in legge sono molteplici e in molti casi anche molto chiari.
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