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Ventotto settembre: diario di un consigliere sentimentale III Stampa E-mail
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Scritto da Albano Ricci   
Albano RicciE’ un inizio d’autunno caldo e soleggiato, lucidato dai colori tenui del settembre. Terzo consiglio comunale del Vignini bis.
Tanti i punti all’ordine del giorno e ai primi eravamo già arenati in discussioni chilometriche, ma va bene così.
Un’interruzione: per venire fuori da un punto che curiosamente mette d’accordo tutti ma… evidentemente no.
Si riparte dopo caffè, sigaretta e bicchiere d’acqua. Ci sono ancora più di venti punti.
Fuori la piazza ha già i colori della sera.
Ho avuto anche l’onore di dire la mia dagli scranni della sala consiliare, un debutto è sempre un debutto, qualche farfallina sullo stomaco è svolazzata. Son contento: vivere quel posto, partecipare dà un senso alla tua elezione.
Tra consigli comunali e matrimoni celebrati su delega del sindaco…  ho iniziato a vivere quel posto, ad avere una conoscenza fisica di quel legno, di quelle decorazioni, della luce che entra dai finestroni e crea atmosfere ovattate, del silenzio che riescono ad imporre i luoghi antichi.
Ha un grande pregio, che non saprei spiegarlo architettonicamente: è un luogo sicuramente austero ma non imbarazza, ti senti a tuo agio, anzi al rifugio.
Io mi ci sono già affezionato: non sarà tanto ma non è poco.
Nel frattempo si è fatto buio.
Le campane suonano le 8 di sera.  Manca poco, pochissimo la seduta è sciolta.
Fuori la notte settembrina si mantiene mite.
 
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