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Sabato 25 settembre nei plessi scolastici di Cortona, Camucia, Terontola, Montecchio, Fratta e Mercatale avrà luogo l'iniziativa del Partito Democratico di Cortona per sensibilizzare e informare i cittadini sui guasti che la riforma Gelmini ha prodotto e produrrà sul sistema scolastico italiano.
Nella scuola voluta dal Ministro Gelmini c’è nostalgia per il passato, per quella scuola anni’60 fortemente arretrata per contenuti e metodi, fortemente selettiva, indubbiamente classista. Alla scuola elementare, con il maestro unico, i tassi di ripetenza erano del 40%, e colpivano quasi sempre i figli dei contadini. Finite le elementari, c’era uno “sbarramento”, costituito dall’esame di ammissione obbligatorio alla scuola media. Con ciò la massa dei più poveri era dirottata alle scuole di “avviamento al lavoro” e il loro futuro era segnato. Per i bambini con handicap non c’era alcun inserimento, esclusi dalla scuola o confinati nelle classi differenziali. E’ questa la scuola che si rimpiange, a cui si vorrebbe tornare? Dalla fine degli anni’60 molte riforme sono state fatte per migliorare la qualità dell’istruzione: la scuola media unificata, la scuola materna statale, il tempo pieno alle elementari, l’istituzione degli Organi Collegiali, l’abolizione delle classi differenziali e gli alunni diversamente abili vengono inseriti con opportuno sostegno nelle classi normali, negli anni ’80 vengono riformati i programmi e gli ordinamenti della scuola elementare, introducendo la pluralità dei docenti (modulo 3 insegnanti ogni 2 classi), l’allungamento dell’orario didattico e la collegialità nella programmazione educativa. Di tutto questo ci siamo giovati noi stessi e l’intera società. L’Italia è ora un paese con un grado medio di Istruzione elevato. La scuola pubblica italiana ha permesso negli ultimi 30 anni di emancipare culturalmente intere generazioni e quindi l’intero Paese. La cultura pedagogica dell’accoglienza e dell’integrazione, ha prodotto il diffondersi dei metodi di insegnamento più attivi, sostituendo o affiancando alla lezione frontale laboratori, percorsi individualizzati, lavori di gruppo, l’apertura al territorio, l’utilizzo delle Nuove Tecnologie, un tempo scolastico più disteso e ricco di esperienze. Naturalmente la scuola pubblica non è esente da critiche e necessita di miglioramenti, ma si comprende benissimo che per continuare a progredire sui risultati della conoscenza, servono più risorse e non meno. La conoscenza è bene comune, i tagli indiscriminati coinvolgono l'intera società, tolgono futuro , deprimono le possibilità di uscire dalla crisi, tolgono forza allo sviluppo del Paese. La scuola pubblica è un valore da difendere, riaffermare e qualificare, perché l’ istruzione è deputata alla formazione delle giovani generazioni e quindi alla tutela della democrazia del Paese. |
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