riflessioni Diario di un consigliere sentimentale Trenta settembre. Diario di un consigliere sentimentale XXXI
 
Trenta settembre. Diario di un consigliere sentimentale XXXI Stampa E-mail
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Scritto da Albano Ricci   

Albano RicciHa piovuto molto oggi a Cortona. Siamo ufficialmente entrati in autunno. È stato il consiglio comunale più breve da quando sono stato eletto: un’ora e mezza scarsa. In dodici punti, quasi formali, è andata ad esaurirsi, quasi inaspettatamente, la seduta odierna e ha smesso anche di piovere verso sera. Non è l’autunno, non è la brevità a lasciarci tutti sospesi. Piuttosto la domanda: cosa sta succedendo oggi in Italia, cosa stanno combinando sopra le nostre teste mentre un popolo fin toppo civile aspetta…

 

Ci aspettano telegiornali confusi, notizie contrastate di uno strano governo caduto ma ancora no però, di ministri dimessi ma che non accettano lezioni da chi li ha fatti dimettere… Ci aspetta un autunno caldissimo anche se piove, l’innalzamento dell’IVA, nuove elezioni che tutti vorremmo ma che non ci possiamo permettere.

People first, lo slogan della campagna presidenziale di Clinton, non può essere solo populismo, non può essere solo campagna elettorale… Mettere al centro di tutti i nostri discorsi e piani politici la gente non è semplice accademia: è il senso primo e ultimo.

Qualcosa non torna. La gente oggi non la si conosce: viaggia ad altra velocità, le notizie si bruciano, le esigenze restano, ha disponibilità economiche sempre più magre, sa anche benissimo cosa vuole se trovasse l’interprete giusto.

Torno alla cronaca: la collega del gruppo consiliare PD Lorena Tanganelli ha presentato una mozione sulla cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia.

Come si possono negare i diritti e i doveri di un cittadino italiano ad un ragazzo nato in Italia, che parla italiano (e anche il nostro dialetto) forse addirittura con più proprietà di linguaggio, che studia la nostra storia, la nostra geografia, che pensa e sogna in italiano, che frequenta ragazzi italiani? Ius sanguinis versus ius soli… Lo jus sanguinis presuppone una concezione "oggettiva" della cittadinanza, basata sul sangue, sulla discendenza, sull'etnia, sulla lingua (già qui scricchiola). Lo jus soli presuppone, invece, una concezione "soggettiva" della cittadinanza, come "plebiscito quotidiano", ovvero la terra è di chi la vive.

Che strano: non facciamo niente per trattenere i nostri giovani nel belpaese e abbiamo anche paura di quelli che ci vorrebbero vivere per sempre. People first, please.

 

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