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Scritto da Albano Ricci   

Rose ParksEssere di sinistra vuol dire credere che il lavoro sia dignità, sinistra è dare dignità al lavoro. Sinistra è farsi carico di chi corre veloce ma soprattutto di chi va più piano e per poter essere utili ai secondi bisogna consentire a chi ha talento di volare alto, è di sinistra puntare sul merito perché l’impegno, la fatica lo studio, l’applicazione è il valore che ha consentito a generazioni di avere rivincite sociali liberandosi di antiche e tristi divisioni classiste ed economiche.

È di sinistra parlare di cultura in modo concreto perché la bellezza e il sapere rendono gli uomini migliori, è di sinistra mettersi al servizio della politica, è di sinistra sognare il futuro, non avere paura del cambiamento, puntare sui giovani. È di sinistra pensare alla cittadinanza di chi in Italia lavora soffre ride studia nasce anche senza antenati italiani, avere diritti civili rispondenti ad una società moderna ricca di differenze, credere e difendere la laicità dello stato, velocizzare il modo di vivere e lavorare tramite la rete, aiutare le donne ad avere le stesse opportunità degli uomini di fronte a scelte professionali. È di sinistra pensare alle città come luoghi di speranza, incontro e agio piuttosto che dormitori.

 Avere voglia di rivoluzioni popolari è di sinistra, non temere le opinioni altrui, partecipare e aprirsi al confronto, credere nel progresso contro il conservatorismo burocratico è di sinistra. Sinistra è farsi capire, saper comunicare, emozionare, sapersi raccontare: una breve storia è più efficace ed utile di mille comizi… Come quella di Rose Parks, di cui il 24 ottobre scorso ricorreva il giorno della sua morte….

Il primo dicembre 1955 Rosa Louise MaCauly sposata Parks, dopo una giornata di lavoro particolarmente pesante, era lavorante sarta in un grande magazzino di Montgomery, la capitale dell'Alabama, e dopo una lunga attesa alla fermata dell'autobus e al freddo, salì sull'autobus, ed essendo esausta si mise a sedere in una delle file di mezzo (per i neri era riservata solamente la parte di dietro degli autobus). L'autobus continuò a caricare passeggeri finché non fu pieno. Il conduttore del mezzo, vedendo un bianco in piedi, pretese che lei si alzasse e gli cedesse il posto. Rosa Parks si rifiutò e venne arrestata.

Quella notte, cinquanta leader della comunità afro-americana, guidati dall'allora sconosciuto pastore protestante Martin Luther King si riunirono per decidere le azioni da intraprendere per reagire all'accaduto, mentre c'erano già state le prime reazioni violente: il giorno successivo incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che durò per 381 giorni; dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non fu rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Lo stesso King scrisse sull'episodio descrivendolo come "l'espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà" e aggiungendo che Rosa "rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future". Nel 1956 il caso della signora Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, che decretò, all'unanimità, incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell'Alabama. Da quel momento, Rosa Parks divenne un'icona del movimento per i diritti civili. Rosa Parks non ebbe paura di sfidare l’America per un mondo migliore.

Far tornare la politica depositaria dei sogni e delle speranze della gente per me è di sinistra, ma anche se non fosse né di sinistra né è di destra, è l’unica cosa che abbia senso.

 
 
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