riflessioni Generale Dai dati dello sportello "Ascolto Donna" una riflessione sulla dignità femminile
 
Dai dati dello sportello "Ascolto Donna" una riflessione sulla dignità femminile Stampa E-mail
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Scritto da Francesca Basanieri   

Di recente lo sportello “Ascolto Donna” della Valdichiana Aretina che si trova alla Casa della Salute di Castiglion Fiorentino ha reso noti i dati del primo anno di attività (era stato, infatti, inaugurato l'8 Marzo del 2010). Al servizio sono arrivate un totale di 21 donne della Valdichiana, 10 direttamente allo sportello della Casa della Salute e 11 (un po' per pudore e un po' per questione lavorative) allo sportello di Arezzo. Queste donne hanno chiesto aiuto per violenze (sia fisiche che sessuali) che si sviluppano nell'ambito familiare e domestico o per questioni legali relative a separazioni o affidamento dei figli. Nessuna per casi di mobbing. Solo per una di queste donne che hanno subito violenza i servizi sono stati costretti ad usare la Casa Rifugio per sottrarla ad altre violenze.

Questo dato ci deve far riflettere su quanti atti di abuso, violenza, sfruttamento ci siano e come ancora nella nostra società esistano visioni distorte del corpo e del ruolo della donna. Se consideriamo che la violenza è la prima causa di morte per le donne comprese tra 16 e 44 anni (più del cancro o degli incidenti stradali) anche questo dato della Valdichiana, seppur in linea con il resto della Provincia, deve essere letto come la punta di un iceberg di violenze sommerse e mai denunciate che posso degenerare anche in situazioni non risolvibili.

Con questi dati alla mano, come Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Cortona, abbiamo deciso di andare oltre sfruttando la professionalità e l'esperienza degli operatori dello sportello "Ascolto Donna" e la collaborazione che, da sempre, abbiamo con le scuole del territorio per costruire un percorso di incontri (per le classi seconde delle medie inferiori e seconde delle medie superiori) in cui si parli, non solo del servizio che offre lo sportello, ma anche dell'uso e dell'abuso del corpo delle donne, della loro dignità, del rapporto tra i generi e dell'opinione che i ragazzi hanno del ruolo della donna nella società e nella famiglia. Attraverso questo progetto vorremmo mostrare una visione diversa della donna nella società e nella famiglia rispetto a quella che attualmente le televisioni, le pubblicità e molti anni di berlusconismo (da Colpo Grosso a Ruby Rubacuori) ci vogliono far vedere.

Quella attuale è una realtà preoccupante in cui si vedono ragazze che usano il proprio corpo per fare carriera, per fare soldi o semplicemente per comprare una borsa firmata e uomini che vedono queste ragazze solo come un corpo da sfruttare e niente più. E, purtroppo, non è necessario andare molto lontano per sapere di ragazzine che si vendono per comprare una ricarica telefonica o una maglietta firmata.

E' per questo che dobbiamo insegnare alle nostre ragazze qualcosa di diverso: far comprendere loro il valore e la dignità del proprio corpo, della propria libertà personale, del proprio ruolo nella società, dell'importanza dello studio per crescere, sapersi confrontare con gli altri, costruire un lavoro (anche, perchè no, nello spettacolo) e un futuro solido, del prendersi cura della propria famiglia. Far capire loro che l'uso del corpo solo come scorciatoia per la loro carriera o come oggetto di scambio sessuale inevitabilmente le fa apparire agli occhi degli uomini solo un oggetto da usare all'occorrenza e poi gettare.

Insomma non vorremmo più avere “ragazze dell'Olgettina”, ma neanche ragazzine che intervistate al TG1 sulla scelta della scuola superiore rispondono “perchè mio padre conosce il preside” né tanto meno genitori che si dispiacciano se la loro figlia 25enne non è la fidanzata del capo 75enne; ma, sopratutto non vorremmo avere più ragazze e donne con il viso livido che dopo essere state usate ed abusate siano costrette a chiedere aiuto ad uno sportello come quello dell'Ascolto Donna.
Per questo condivido e parteciperò alla manifestazione indetta per il 13 di Febbraio sulla dignità delle donne. Se non ora, quando?

 

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